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Il rilassamento cutaneo o invecchiamento cutaneo consiste nella perdita di  tessuto cutaneo, con la comparsa di una cute lassa e, nelle zone soggette a forza di gravità, pendente. In altre parole, accade esattamente il medesimo fenomeno che interessa ad esempio il volto umano; le rughe che solcano il volto nella zona naso-geniena, ad esempio, sono una carenza di tessuto dermico e subdermico, a seguito dell’impoverimento dell’attività di sintesi di collagene, acido ialuronico e elastina, da parte delle cellule fibrosi del tessuto connettivale.

 

Dal punto di vista medico, esistono diverse tecniche per correggere questa lassità cutanea:

  • Biorivitalizzazione cutanea: consiste nell’iniezione dermica e subdermica di acido ialuronico e vitamine, al fine di integrare le sostanze mancanti E di indurre le cellule connettivale a produrre nuova sostanza a loro volta.
  • Radiofrequenza: l’energia termica che si genera dal manipolo dell’apparecchio induce un accorciamento delle fibre collagene e un compattamento del tessuto cutaneo sottocutaneo, che persiste nel tempo, eseguendo una seduta a cadenza regolare.
  • Laser ad infrarosso: consente di aumentare la tensione della cute attraverso un riscaldamento del derma reticolare profondo; questo riscaldamento produce un effetto immediato di tensione della cute, con retrazione delle fibre collagene indotte dal calore. Nei giorni successivi, se ha un effetto tardivo, Con stimolazione della produzione di nuove fibre collagene,  da parte delle cellule della pelle. Questo fenomeno persiste nel tempo anche dopo 36 mesi dal trattamento, Rendendo conto del progressivo miglioramento dell’effetto tensione il tempo.
  • Lifting: procedura chirurgica definitiva, che prevede l’asportazione della cute in eccesso, mediante intervento chirurgico. Se ne distinguono diverse tipologie a seconda della zona che viene trattata. Solitamente questa procedura viene riservata a casi selezionati  e paziente motivati,  poiché risulta un intervento chirurgico a tutti gli effetti.

Come in qualsiasi altra procedura, il miglioramento della lassità cutanea si ottiene dall’associazione di più trattamenti, pertanto il paziente deve essere informato adeguatamente che i risultati si otterranno nel tempo, curando con costanza la propria cute. 

Solamente il lifting comporta invece un cambiamento radicale nell’arco di breve tempo, anche se, anche in questo caso, è fondamentale la cute venga adeguatamente curate successivamente per evitare nuovamente la ricomparsa di lassità tissutale.

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L’asportazione delle neoformazioni cutanee può avvenire mediante diverse tecniche chirurgiche.

La tecnica più arcaica e utilizzata è quella di asportazione mediante utilizzo del bisturi chirurgico; previa anestesia locale con lidocaina o carbocaina, che vengono iniettati a piccoli pomfi nella zona limitrofa all’asportazione, viene eseguita una incisione a losanga dell’acuta, con asportazione di un settore di cute comprendente la neoformazione, ad una distanza variabile dai suoi margini,  che solitamente varia da pochi millimetri ad 1 cm dalla lesione stessa. La zona da asportare viene scollata dalla pelle ai margini dell’incisione dei tessuti profondi per circa 1 cm.

Successivamente viene eseguita una sutura  cutanea, con punti intradermici, ossia facendo scorrere in fila serpentina nello spessore della pelle, al fine di ridurre il traumatismo  della stessa E per ottenere un risultato estetico migliore. Nei casi invece in cui la lesione asportata sia di maggiore grandezza, è necessario eseguire una sutura appunti staccati esterni, avendo l’accortezza di avvicinare i margini della struttura in maniera idonea, ossia le due facce cruentate rivolte verso l’alto. Il pezzo asportato viene a questo punto inserito in un barattolo contenente formalina ed inviato allo specialista anatomopatologo, per opportuno esame istologico.

Altra tecnica di asportazione di lesione cutanee è quella che prevede l’utilizzo del laser CO2. Questa apparecchiatura consente di ottenere un’azione di taglio oppure di vaporizzazione (distruzione a scoppio della lesione), con azione altamente selettiva,  agendo con alta precisione a livello di profondità desiderato,  in base alla predisposizione dell’apparecchio stesso. Questo ci permette di evitare di lesinare i tessuti limitrofi alla lesione e di limitare al minimo il tessuto da asportare. Previa anestesia locale, in eguale maniera con pomfi  di lidocaina o similari, si procede alla vaporizzazione della lezione stessa, con asportazione del tessuto fino al piano desiderato.

Nei giorni successivi al trattamento, sia con asportazione chirurgica che mediante laser CO2, la zona può risultare gonfia ed edematosa, talvolta anche dolente. I punti devono essere mantenuti in sede per almeno 5-8 giorni,  per più di 10 giorni se si tratta di zone di movimento. Nel caso di ferite chirurgiche, è opportuno eseguire, previa  indicazione medica disinfezione cutanea per alcuni giorni, con utilizzo di unguento o liquido di Betadine o similari, Per mantenere la stabilità della ferita. In caso di esportazione con vaporizzazione laser, solitamente sia una guarigione spontanea della sede trattata, con processi che favoriscono la caduta spontanea della piccola crosta generatasi dal trattamento.

E’ fondamentale in entrambi i casi evitare assolutamente e scrupolosamente questa sezione della cicatrice al sole. A tale scopo è fondamentale ricoprire la zona trattata con crema protettiva 50+; se si trascorrono ore all’aria aperta, È fondamentale a rinnovare tale copertura ogni due ore.

Se non adeguatamente trattata o curata, la ferita può presentare a distanza di tempo cicatrici ipertrofiche, che si manifestano con cute arrossata e rilevata. Queste possono  imprevedibilmente svilupparsi impaziente con eccessiva reattività cutanea ho in casa di nonna adeguata disinfezione della ferita. In tal caso le cicatrici dovranno essere trattate con adeguate e specifiche pomate ed eventualmente infiltrate con cortisone. Questa evenienza è molto rara se il paziente esegue una adeguata prevenzione a domicilio.    

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Le cicatrici da acne sono uno degli inestetismi di maggiore impatto psicologico nei paziente di ambo i sessi, poiché, fin dalla adolescenza, modificano la texture della cute, causando notevoli ripercussioni nell’aspetto fisico dei pazienti stessi.

Le cicatrici sono visibili a causa della loro introflessione rispetto al piano cutaneo circostante e per questa ragione, soprattutto in condizioni di illuminazione chiaroscura, esse risultano visibili come “ombre”.

Lo scopo della procedura correttiva dovrebbe essere quello di eliminarle, ma, nella reale pratica clinica, il risultato più frequentemente ottenibile è quello di livellarle al piano della cute indenne circostante. Secondo i casi sono utilizzabili, in alternativa o in associazione, diverse tecniche:

  • Peeling Cutaneo: si applicano a livello della cute differenti acidi tra parentesi (acido salicilico, tricloroacetico, soluzione di Jessner, etc)  ai fini di spegnere la flogosi attiva livellare il piano cicatriziale.
  • Bíorivitalizzazione con acido ialuronico e pool di vitamine: con piccole iniezioni a pomfo, si applicano liquidi contenenti acido ialuronico e vitamine in sede cicatriziale al fine di sollevarne il piano sottostante, inducendo così la produzione di nuovo tessuto da parte della cute.
  • Filler riempitivi: nelle zone di maggiore depressione cutanea, per ridurre l’inestetismo, si riempono i “buchi” con filler più o meno densi, a seconda dell’effetto estetico che si vuole ottenere.
  • Punch grafting: consente di sollevare stabilmente le cicatrici introflesse; in anestesia locale, vengono trattate le cicatrici profonde almeno di 1 mm. La tecnica consiste nell’incisione circolare in corrispondenza del cratere cicatriziale sollevamento della cicatrice fino al piano della cute indenne circostante. Dopo il trattamento possono rendersi evidenti minuscoli rilievi sulla superficie cutanea che possono regredire spontaneamente oppure essere corretti mediante un successivo trattamento abrasivo (peeling oppure laser CO2).
  • Abrasione con laser CO2 ultrapulsato: consente di levigare il piano cutaneo e quindi di correggere le cicatrici meno profonde (tecnica utilizzata anche nel ringiovanimento ablativo del volto); la correzione delle cicatrici da acne va effettuata quando l’acne non è più attiva da almeno sei mesi. Viene eseguita qualche settimana dopo l’intervento di “punch grafting” per correggere le eventuali irregolarità a questo esitate e le cicatrici meno profonde.

Nei giorni successivi ai trattamenti, la cute va protetta con crema idratante, applicandola almeno due o tre volte al giorno, crema con foto protezione 50 SPF+.

Nelle zone più cruentate, è possibile la formazione di croste, non vanno assolutamente asportate, ma lasciate cadere autonomamente. Ai fini di ridurre il rossore della pelle, può essere utile applicare creme contenenti antibiotici e cortisone cutanei, per ridurre i tempi di guarigione (queste vanno applicate unicamente la sera). Nelle zone trattate é fondamentale evitare l’esposizione al sole e l’esposizione a temperature elevate (salone, bagno turco).

Se non adeguatamente coperte e protette, Le zone trattate possono residuare in macchie ipercromiche cicatrice ipertrofiche.

Dr.ssa Stefanie Strauss

La Dr.ssa Stefanie Strauss, si occupa di Medicina Estetica con estrema professionalitá, grande esperienza, serietá e rigore, ottenendo successi e ottimi risultati. Riceve su appuntamento per consulenze negli studi di Torino e Pinerolo.

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